Shakespeare a Vicenza in una notte pop di primavera

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Un titolo di grande richiamo e di sicura suggestione, la prossima proposta del cartellone prosa del Teatro Comunale Città di Vicenza; si tratta di una nuova edizione, in chiave moderna, del “Sogno di una notte di mezza estate”, di William Shakespeare, adattamento teatrale e regia di Massimiliano Bruno, in programma martedì 19 e mercoledì 20 marzo alle 20.45 in Sala Grande, protagonisti Stefano Fresi, Violante Placido e Renato Arcuri, una produzione 2018 di Francesco e Virginia Bellomo per Corte Arcana.

 

 

L’obiettivo della rilettura del testo shakespeariano è quello di renderlo contemporaneo, quasi “pop”, per suscitare le reazioni del pubblico, con il proposito di divertire per far riflettere, vivere nella verità del sogno oltrepassando i limiti e il conformismo che la razionalità impone. Anche l’interpretazione di attori, volti noti al grande pubblico come Stefano Fresi (in questi giorni nelle sale con il nuovo film di Walter Veltroni “C’è tempo”) o Violante Placido, rientra in questo progetto di attualizzazione del grande testo classico.

 

“INCONTRO A TEATRO” PRIMA DELLO SPETTACOLO

L’incontro a Teatro che precede abitualmente lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Il Giornale di Vicenza, si svolgerà martedì 19 e mercoledì 20 marzo al Ridotto alle 20.00 e sarà condotto da Antonio Di Lorenzo, giornalista, che introdurrà il pubblico alla dimensione immaginifica e ricca di rifermenti del “sogno” shakespeariano.

 

LO SPETTACOLO

Il “Sogno di una notte di mezza estate”, che sarà in scena al Comunale martedì 19 e mercoledì 20 marzo – con Augusto Fornari nel ruolo di Oberon, e i comici Maurizio Lops, Rosario Petix, Dario Tacconelli, Zep Ragone, gli innamorati Alessandra Ferrara, Antonio Gargiulo, Tiziano Scrocca, Sara Baccarini, la fata Maria Vittoria Argenti, scene e costumi  di Carlo De Marino, light designer Marco Palmieri, musiche di Roberto Procaccini – è uno spettacolo gradevolissimo, a cui le doti visionarie del regista danno un tocco di affascinante di novità, in un gioco teatrale che mantiene lo spirito shakespeariano della commedia, esaltandone però l’aspetto grottesco e leggero.
Si tratta di un’operazione vincente, con un cast di validi attori che si calano perfettamente in questa follia circense, coloratissima e sostenuta da un grande ritmo che fa volare le due ore piene di spettacolo.

La nuova edizione del “Sogno” è un vero e proprio teorema sull’amore, ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.

Mito, fiaba e quotidianità si intersecano in questa originale versione della commedia shakespeariana, di cui la rilettura fa emergere la dimensione inconscia, e immaginifica; e così il bosco diventa una foresta, patria randagia di zingari circensi e ambivalenti creature giocherellone, Puck diventerà un violinista che non sa suonare, Bottom un pagliaccio senza palcoscenico, Oberon un antesignano cripto-gay e Titania una ammaestratrice di bestie selvagge.

Come ricorda Massimiliano Bruno nelle sue note di regia: “L’intenzione è essere affettivi senza essere affettuosi, ferire per suscitare una reazione, vivere nella realtà del sogno tralasciando la ragione asettica e conformista”.

In questa versione pop del “Sogno di una notte di mezza estate”, tutto è raccontato differenziando i momenti grazie ai costumi e agli elementi che compaiono in scena, davanti a un fondale composto di corde di canapa ritorta, abitualmente usate nei teatri; i costumi sono strepitosi, molto contemporanei, a tratti dark, e divertentissimo è il linguaggio utilizzato dai protagonisti, perfettamente comprensibile, un originale mix tra l’arcaico, il fantasioso e il brancaleonesco.

E uno spettacolo molto vicino a un grande circo richiede un maestro di cerimonie: ed è questo il ruolo di Puck, incarnato da Renato Arcuri (che sostituisce l’annunciato Paolo Ruffini) il folletto pasticcione, capace di sbagliare gli obiettivi delle magie e determinare così molti destini. Allegra e dissacrante anche la musica, con brani anni ’90 super conosciuti dal pubblico. E l’operazione pop, funziona anche per questo.

 

LA MUSICA NEL FOYER

Martedì 19 marzo alle 20.00 nel Foyer del Teatro, prima dello spettacolo, si esibirà il Quartetto Minimal Klezmer (Francesco Socal, clarinetti e voce, Roberto Durante, tastiere, fisarmonica, melodica e oggetti, Pietro Pontini, violino, viola e oggetti e Enrico Milani, violoncello), con un repertorio ispirato alle melodie di strada dell’omonimo genere musicale, il klezmer, diffuso nell’Europa dell’Est dell’inizio del secolo scorso.