
In vista dei 500 anni della partenza delle navi di Magellano da Siviglia (col vicentino Antonio Pigafetta al seguito), è stato presentato a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il romanzo storico di Franco Giliberto e Giuliano Piovan “Una Specie di Paradiso. La straordinaria avventura di Antonio Pigafetta nel primo viaggio intorno al mondo” (Marsilio, 2018). Nelle interviste video (realizzate da Francesco Brasco) gli autori parlano del pappagallo dell’amante brasiliana di Pigafetta, delle spezie e del “sabir” lingua franca del mediterraneo che utilizzavano i marinai di Magellano (spagnoli, portoghesi, italiani, tedeschi …)
Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha portato i saluti istituzionali e ha sottolineato come “in realtà, sulla vita del vicentino Antonio Pigafetta possiamo disporre di pochissimi dati certi, ma per questa importante figura storica parla il suo straordinario diario che, già nel Cinquecento, fu considerato uno dei testi chiave per raccontare le grandi spedizioni geografiche”.
Gli autori, Franco Giliberto e Giuliano Piovan, hanno brevemente esposto i contenuti del libro (e gli escamotage narrativi), ambientato a Siviglia, nel 1519.
“Più uomo di penna che di spada – sottolineano gli autori – Antonio Pigafetta, vicentino di nascita, decide di prendere parte alla straordinaria impresa di Ferdinando Magellano che si appresta a salpare con cinque navi cariche di provviste, armi, specchietti e cianfrusaglie da baratto.
Gli uomini ai suoi ordini sono 250, tra marinai e soldati.
Di questi, 17 sono italiani. Scopo della missione è raggiungere le Molucche, isole delle spezie, in senso contrario alle rotte usuali su cui il Portogallo esercita una pericolosa concorrenza. Per arrivare al Pacifico, bisogna però trovare El Paso, mitico stretto che non è riportato sulle approssimate carte nautiche, ma ben definito nella mente del caparbio comandante”.
Franco Giliberto ha sottolineato in particolare come “abbiamo raccontato la spedizione, la prima circumnavigazione del globo terrestre intrapresa tra il 10 agosto 1519 e il 6 settembre 1522 da una flotta di cinque navi capitanate dall’esploratore portoghese Ferdinando Magellano al servizio della Corona spagnola. Ci siamo basati sulla relazione di viaggio di Pigafetta considerata la più autentica, rispettando l’ordine cronologico degli eventi e la loro collocazione geografica. Ma siamo ricorsi a un piccolo espediente, traducendo questa relazione in italiano e traslandola in un diario intimo di Pigafetta. Abbiamo approfondito il suo personaggio anche al di là degli scritti che ci ha lasciato, interpretando i suoi appunti di viaggio, in cui riportava i propri entusiasmi, stupori, anche gli orrori provati durante la spedizione. Abbiamo immaginato che Pigafetta annotasse giorno dopo giorno, in un diario personale, tutte le emozioni sperimentate, tanto che lo stesso Magellano, di cui era diventato amico, lo rimproverò di esagerare mettendo nero su bianco confessioni troppo intime, quasi effemminate, mentre avrebbe invece dovuto limitarsi a descrivere i luoghi visitati. Qualcosa abbiamo pure inventato, ma in modo assolutamente verosimile, basandoci comunque su aspetti conosciuti della vita familiare e vicentina del Pigafetta, ricavati anche dalla sua nutrita biblioteca”.
Per Giuliano Piovan: “Nel libro il mare è protagonista assoluto, un elemento che io amo molto e che sento parte di me. Ma ‘il paradiso’ del titolo è solo una parentesi nella congerie di eventi tumultuosi che si incardinano nella rotta per le spezie, all’epoca costosissime. Il monopolio economico di Venezia era stato messo in discussione dalle nuove rotte post colombiane, che dalla Penisola Iberica, verso Est, passavano attorno al continente africano e portavano alle Molucche, le leggendarie Isole delle Spezie. Spagna e Portogallo si contendevano la leadership di queste rotte e l’utopia, il sogno, era quello di trovare un nuovo passaggio che potesse evitare conflitti pericolosi tra queste due superpotenze dell’epoca. In questo contesto, trasse origine la spedizione di Magellano, il quale era venuto a conoscenza di una possibile nuova rotta, verso Ovest, doppiando il Sud America e collegando Atlantico e Pacifico. Pigafetta era uno studioso, un erudito, cavaliere di Rodi, coraggioso e intrepido, che si mise al servizio di Magellano mosso da uno spirito di vivida curiosità. Nel 2019 ricorrerà il Cinque Centenario della spedizione e sarà curioso vedere come la paternità dell’impresa verrà rivendicata da Spagna e Portogallo; da un lato, gli Spagnoli hanno operato una vera e propria Damnatio Memoriae nei confronti del ‘portoghese’ Magellano, dall’altra, i Portoghesi hanno sempre trattato con diffidenza il grande compatriota, accusato di essersi messo al servizio dei rivali spagnoli”.
Il Vice Presidente del Consiglio Bruno Pigozzo ha ringraziato gli autori “per questa opera appassionante che approfondisce la prima storica circumnavigazione del globo terrestre e che risveglia la curiosità nei confronti della grande spedizione di Magellano, quando proprio l’anno prossimo verrà festeggiato il Cinque Centesimo anniversario”.