Bergi, Bertech e Bertex un successo: ce lo spiega Mauro Bergozza

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Sono tre i valori su cui si è fondata la vita del cavalier Giovanni Bergozza e che lui stesso ha tramandato ai figli: famiglia, lavoro e onestà. La Bergi Spa nel 2015 ha festeggiato i 50 anni di attività. Sin dagli anni ’60 impegnata nella costruzione di macchine per la lavorazione della pelle. E nel 2003 all’azienda è stata conferita la medaglia d’oro quale riconoscimento all’internazionalizzazione. E negli ultimi anni ha raggiunto la qualità A++ del Credit Passport rilasciato da Credit Data Research (Moody’s Analytics) in convenzione con Confindustria Vicenza. Insomma un’azienda sana e solida che dà lavoro a 70 persone in due unità operative: ad Arzignano e a Gambellara.

Oggi il gruppo comprende tre marchi: Bergi (macchine per conceria), Bertech (automazione) e Bertex (tessile).

L’azienda da quando è nata ha realizzato circa 7mila macchine vendute in 75 paesi al mondo in tutti i continenti.

Presidente della Bergi oggi è Mauro Bergozza, 56 anni, primo dei tre figli del cavalier Giovanni,  a sua volta padre di famiglia. Lo intervistiamo ad un anno dalla scomparsa del padre.

– Qual è il segreto del vostro gruppo?

“E’ difficile stare sul mercato in un panorama economico internazionale in cui tutto cambia ad una velocità molto più spinta rispetto agli ultimi decenni del ‘900. In questa situazione non è più possibile fare progetti a lungo termine, semmai dobbiamo essere in grado di adattarci alla domanda altrettanto velocemente. La nostra forza è sempre stata questa: realizzare macchine adattandole alle esigenze del cliente”.

– Qual è la criticità del vostro mercato di riferimento?

“Il prodotto pelle è ingiustamente attaccato da più fronti perché lavora con un materiale di origine animale. Ma d’altro canto si tratta di un sottoprodotto di scarto dell’industria alimentare … (a proposito di economia circolare, ndr).

Oggi noi costruttori di macchine per la concia dobbiamo impegnarci doppiamente per contrastare il mondo della cosiddetta finta pelle: riuscire a fornire i mezzi in grado di produrre pelli di qualità a prezzi sempre più concorrenziali. Significa apportare continuamente innovazioni di processo e di prodotto secondo le esigenze dei nostri partner delle concerie!”

– Cosa ha lasciato a lei e ai suoi due fratelli (tutti e tre impiegati in ruoli chiave dell’azienda-gruppo) il cavalier Giovanni, vostro padre?

“Ci ha lasciato la volontà e la forza di credere nel nostro lavoro. Ci diceva sempre che con l’impegno e la dedizione una soluzione ai problemi la si trova sempre”.

– E come si fa?

“Ascoltando il “mercato” e rispondendo con soluzioni innovative in breve tempo. Ripeto la nostra produzione non è standardizzata, ma è personalizzata cliente per cliente. Si tratta di costruire una relazione di fiducia e di percorrere una strada assieme fino ad arrivare al risultato soddisfacente per entrambi.

E me lo lasci dire: tutto questo grazie anche ai nostri dipendenti che sono cresciuti con questa stessa mentalità (o se vogliamo dire filosofia aziendale). Con noi lavorano persone dalla mentalità flessibile (caratteristica indispensabile), che si sanno adattare alle esigenze del mercato alla pari dell’azienda”.

– Veniamo all’impegno sul territorio oltre al rispetto del ruolo sociale dell’imprenditore che suo padre il cav Giovanni Bergozza, ha sempre onorato e vi ha tramandato …

“Nostro padre ci ha sempre insegnato che in Bergi è importante il team di persone che lavorano. Ai nostri dipendenti noi teniamo molto: sappiamo bene che abbiamo a che fare con loro ma anche che siamo responsabili della vita delle loro famiglie e della comunità che si crea attorno all’azienda.

Negli anni abbiamo pensato anche al nostro paese e soprattutto noi figli ci siamo impegnati nelle attività sportive. Oggi sono presidente della ASD Real San Zeno Arzignano che opera nei settori giovanili del calcio e della pallavolo, anche se poi ha delle prime squadre che militano in campionati dilettantistici. La cosa che ci importa di più è la crescita sana e la formazione alla vita di quei 300 tra ragazzi e ragazze dagli 8 anni in su che animano l’attività sportiva di base”.

– Forse è ancora presto. Ma ho sentito dire che state pensando a  “codificare” un’iniziativa formativa per ricordare il fondatore …

“Stiamo pensando di intitolare un premio o una borsa di studio a nostro padre in collaborazione con delle strutture formative e scolastiche sul territorio anche tramite l’associazione di categoria”.

(a cura di Board Room)