40 anni dal film Blues Brothers con John Belushi e Dan Akroyd: una storia cattolica [VIDEO]

Ricorre proprio in questo mese di novembre 2020 (oramai concluso) l’anniversario numero 40 della realizzazione del film Blues Brothers. Li conosciamo tutti John Belushi (normolineo imbolsito ma sempre agile) e il suo gemello “diverso” Dan Akroyd (magro e spilungone) vestiti in nero, con Borsalino nero e cravatta nera che si staglia sulla camicia bianca, e sempre con gli occhiali Ray Ban, anche di notte.

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Mosa, mus o muas: qui la ricetta della tradizione tirolese, la polentina col grano saraceno

Dalla pappetta di farina e latte al mitico “mus” tedesco passando per il “muas” altoatesino e tirolese.

Oggi riscopriamo la ricetta del “muas” che viene realizzato nella cucina tradizionale in Alto Adige Südtirol e servito nella sala della “stube” di locali tipici come agriturismi e masi di montagna.

In tedesco, lingua franca delle Alpi, viene chiamata anche Melchermuas o Bauernmuas.

Un piatto povero e di pronta preparazione. Nella versione “mosa” (dalla Val di Non alla Valsugana) della montagna trentina, veneta e friulana la polentina veniva realizzata con un misto di polenta di grano e mais. E poi cosparsa di burro fuso.

 

RICETTA TRADIZIONALE DEL “MUS” O “MUAS”

Ma veniamo alla ricetta tradizionale quella con la farina di grano saraceno che una volta era molto utilizzata perché farina di facile reperimento. Poi abbandonata perché troppo grezza. Oggi però la farina di saraceno viene riscoperta grazie al fatto che è tollerata anche dai celiaci oltre che dare beneficio a tutti in particolare ai soggetti diabetici.

 

INGREDIENTI

  • Latte (almeno mezzo litro, ma si può eventualmente allungare con acqua);
  • alcune cucchiaiate di farina di grano saraceno
  • una presa di sale
  • 100 grammi di burro ogni 2 persone

 

STRUMENTI

Padella di ferro-acciaio bassa (non antiaderente, quindi non rivestita) e cucchiaio di legno.

 

PREPARAZIONE

Si porta ad ebollizione il latte nella padella e versare la farina di grano saraceno mescolando di continuo. Aggiungere una presa di sale.

Si mescola in continuazione fino a che il composto non avrà raggiunto la giusta consistenza: è necessario che alla fine sul fondo si formi una crosticina. Quindi per un paio di muniti finali lasciare la pentola a fuoco basso senza mescolare.

Infine sciogliere una noce di burro ogni due persone.

Nella tradizione della Val Pusteria vengono aggiunti alla fine i chiodi di garofano.

La polentina non deve essere liquida, ma nemmeno “dura” e densa come la polenta di mais. Diciamo deve presentarsi al cucchiaio.

Da consumare in famiglia tutti nella stessa padella!

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Centenario: Arturo Ferrarin “vola” anche nelle scuole di Thiene

Non conosce sosta l’organizzazione delle attività per celebrare il Centenario del Volo Roma Tokyo di Arturo Ferrarin, nonostante la pandemia abbia stravolto l’intenso e qualificato calendario iniziale promosso dall’Amministrazione Comunale di Thiene città natale del pilota. E’ di questi giorni l’invio alle scuole di un dono.

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La Didattica a Distanza 60 anni fa vedeva in cattedra Alberto Manzi l’autore di Orzowei [VIDEO]

Mentre stiamo vivendo questo mese di novembre del 2020 in un altro semi-lockdown, sono passati 60 anni dalla prima trasmissione di insegnamento a distanza, ovvero quella realizzata dalla Rai Tv per combattere le sacche di analfabetismo che esistevano ancor in Italia nel dopoguerra.

Era il 15 novembre 1960 quando il maestre Alberto Manzi iniziava il programma dal titolo “Non è mai troppo tardi”.

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Il grande enograstronomo Luigi Veronelli viene ricordato dalle De.Co. del Vicentino

Domenica 29 ricorre il sedicesimo anniversario della scomparsa di Luigi Veronelli, il più grande degli enogastronomi italiani, che aveva iniziato a parlare con Ave Ninchi di cibo in tv, quando il piccolo schermo era ancora in bianco e nero.

Veronelli era un gastronomo, giornalista, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano. Era nato il 2 febbraio 1926 a Milano ed è morto a Bergamo il 29 novembre del 2004. Venti anni prima fu autore de “I ristoranti di Veronelli”. Tra le sue tante guide interessanti anche il Catalogo dei vini d’Italia.

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