A Verona la rivoluzione del monopattino-sharing

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Arrivano in Veneto i monopattini elettrici della newyorkese Helbiz, azienda fondata dall’italiano Salvatore Palella. E a Verona parte addirittura il monopattino-sharing aperto a tutti

A Verona arrivano 200 monopattini elettrici per dare impulso alla cosiddetta smart mobility attraverso la modalità del monopattino-sharing.

Sbarca nella città di Cangrande della Scala la società americana Helbiz. L’azienda è specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative per il trasporto pubblico e privato, porta il suo servizio di monopattini in sharing nel cuore della città veneta. Più di duecento unità verranno messe a disposizione dei cittadini, degli studenti e dei turisti in tutte le zone chiave della città: da San Zeno alla Veronetta, da Borgo Trento alla Cittadella, passando per il centro storico.

 

COME FUNZIONA

Per noleggiare un monopattino, sarà sufficiente scaricare l’omonima applicazione mobile gratuita (Helbiz) da smartphone Android e iOS, localizzare il mezzo più vicino e sbloccarlo mediante la scansione di un codice QR situato sul manubrio.

Gli utenti potranno circolare liberamente 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 all’interno di un’area predefinita (delimitata in verde) ampliabile in base alle esigenze e richieste dei cittadini e, una volta terminata la corsa, potranno parcheggiare i monopattini sul posto in una zona che non intralci il traffico stradale e pedonale, senza la necessità di riportarlo verso rastrelliere o altri punti predefiniti.

Le tariffe per usufruire del servizio prevedono un costo iniziale di 1 euro per lo sblocco e 0,15 centesimi per ogni minuto d’utilizzo.

Per il primo mese dal debutto, fino al 25 novembre 2019, lo sblocco sarà gratuito per tutti gli utenti che usufruiranno del servizio in città.

 

RICADUTA OCCUPAZIONALE

L’operazione ha anche un risvolto occupazionale: per supportare al massimo i cittadini veronesi e offrire un servizio sempre efficiente, l’azienda d’oltreoceano ha previsto l’assunzione di un team dedicato alla logistica e manutenzione che opererà localmente.

In questa fase iniziale sono previsti minimo 10 nuovi posti di lavoro: da driver che si occupino del riposizionamento, la ricarica e il recupero dei mezzi, anche per monitorare l’ordine urbano, a meccanici responsabili della manutenzione dei veicoli danneggiati o usurati.