Radio vip Summer Party: Gallio – Il sentiero del silenzio

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VALLE DEI MULINI

Nel cuore della Val Frenzela, attraversata dal torrente Covola, si trova una valle che è una delle poche sorgenti attive dell’Altopiano.

Prende il nome dalla presenza nel corso dei secoli passati di una serie di mulini ad acqua e di opifici, che hanno fatto della valle stessa il primo insediamento proto industriale menzionato già nel 1598 da F. Caldogno, Ispettore della Repubblica Veneta. L’acqua della sorgente venne debitamente incanalata fin dal Medioevo allo scopo di far girare contemporaneamente ben otto ruote per macinare frumento e orzo e per frantumare la corteccia degli abeti bianchi (in cimbro “tanna”) onde ottenere il tannino”,che veniva impiegato nella concia delle pelli. Alcune strutture recuperate qualche anno fa permettono di compiere un appassionante viaggio nel tempo per rispolverare antichi mestieri e ammirare quella lussureggiante flora igrofila, che appare anomala per un territorio carsico come quello dell’Altopiano dei 7 Comuni. Dai resti di un antico mulino che funzionò fino agli Anni Cinquanta del secolo scorso, si può arrivare a Contrada Ronchi, uno dei borghi abitati più antichi del comune di Gallio. Il toponimo “Ronchi” è riconducibile al verbo latino runcare, che significa “mettere a coltura terreni disboscati”.

SENTIERO DEL SILENZIO

“Il Sentiero del Silenzio – Porta della memoria” è stato aperto nel 2008 e si snoda in un percorso preesistente intorno al Rifugio “Campomuletto” ed è costellato di dieci opere d’arte contemporanea realizzate con svariati materiali, come il legno e la pietra, il ferro e il bronzo, e collocate nel rispetto della morfologia del luogo e degli elementi emergenti e caratteristici della località medesima. Ogni singolo elemento ha una sua specifica denominazione. Il “Sentiero” vuole favorire una pausa di riflessione e ravvivare la memoria di quanti hanno sacrificato la vita nella Grande Guerra in tutti coloro che nella montagna cercano riposo e ristoro, senza dimenticare la storia dei luoghi e le loro vicissitudini.

STOCCAREDDO

Chiamato anche “Paese di Baù”, poiché tale cognome non è solo il più diffuso ma anche perché ogni anno si svolge a Stoccareddo una riunione di tutti i Baù sparsi nel mondo. Le abitazioni sono sparse su un pianoro quasi a ridosso delle grotte, un balcone naturale affacciato sulla aspra e selvaggia Val Frenzela (da Frea-sele divinità celtica). Nel centro del paese c’è la Chiesa parrocchiale annoverata fin dalla sua costruzione, 1923, come opera di interesse nazionale, con l’elegante facciata affrescata in stile liberty. Al suo interno si può ammirare una magnifica pala con San Giovanni Battista (copia del Tiepolo) ed una Via Crucis, in olio su legno, col solo volto del Cristo, opera di un artigiano tirolese. Merita una passeggiata la “cittadella dei gnomi” ossia lo Spitzknotto detto anche il “Terzo Altare” dell’Altopiano che dista appena 20 minuti a piedi da dove si gode un panorama emozionante.