L’Orto botanico di Padova

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Nel 2015 l’Orto Botanico di Padova ebbe un nuovo sussulto di notorietà. Grazie all’Expo milanese, infatti, il mondo scopriva la biodiversità e il concetto che tale parola portava con sé, ritrovandolo nel Centro di Padova con il “Giardino della Biodiversità” inaugurato nel 2014.

L’Orto Botanico fu fondato nel 1545 per la coltivazione delle piante medicinali che costituivano la maggioranza dei “semplici”, medicamenti provenienti dalla natura. Per tale ragione la sua denominazione primitiva fu “Giardino dei Semplici” (Horti Simplicium)ed è il più antico giardino botanico al mondo ancora collocato nella sua collocazione originaria. L’Orto occupa attualmente una superficie di quasi 22.000 metri quadrati e contiene oltre 6.000 piante coltivate, raccogliendo 3.500 specie differenti; che rappresentano, seppur in forma ridotta, una parte significativa del regno vegetale. Dal 1997 è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Quando l’orto fu fondato regnava una grande incertezza circa l’identificazione delle piante usate dai celebri medici dell’antichità: erano frequenti errori e frodi, con gravissimi danni per la salute dei pazienti. L’istituzione di un horto medicinale fu sollecitata su richiesta di Francesco Bonafede, che allora ricopriva la cattedra di Lettura dei Semplici presso l’Università di Padova, per facilitare l’apprendimento ed il riconoscimento delle piante medicinali autentiche rispetto alle sofisticazioni. L’Orto per la rarità dei vegetali contenuti e per il prezzo elevato dei medicamenti che da essi venivano ricavati era oggetto di frequenti furti notturni, nonostante le severe pene comminate dalla legge. Per tale ragione fu edificato un muro di recinzione circolare, tutt’oggi visibile e caratterizzante da qui il nome di Hortus Cintus. La struttura odierna dell’orto mantiene sostanzialmente quella del progetto iniziale, opera di Daniele Barbaro, anche se presto modificata parzialmente dal Michiel: un quadrato inscritto in un cerchio rimanda all’ideale di un Hortus Conclusus, luogo paradisiaco destinato ad accogliere coloro che ricercassero il rapporto tra l’uomo e l’universo. Al centro una piscina per le piante acquatiche viene alimentata da un fiotto d’acqua calda proveniente da una falda posta a quasi trecento metri sotto il livello dell’Orto. Qui sono presenti alcune piante notevoli per la loro longevità, comunemente indicate come alberi storici. Ciascuna di queste, come tutte le piante conservate nell’Orto, reca una apposita etichetta con il nome scientifico della specie, la famiglia di apparenza, le iniziali del catalogatore che per primo la ha descritta ed infine l’anno di impianto nell’Orto.