Il panettone vale un Perù.

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Il titolo non tragga in inganno. Non si parla di un panettone che vale e che costa moltissimo, un “Perù”, appunto, come si suol dire.

Bensì che è il Perù la vera patria del panettone. In Italia sarà stato anche inventato, ma nel paese sudamericano se ne consuma oltre 42 milioni l’anno, a fronte di una popolazione che supera di poco i 31 milioni. Numeri che fanno impallidire le stime italiane registrate da Aidepi (l’associazione che riunisce le industri del dolce e della pasta italiane): nel nostro Paese vengono prodotti circa 50 tonnellate di panettoni che corrispondono a circa 50 milioni di unità, pari a un giro di affari complessivo di 331 milioni di euro. Portato in Sudamerica dagli emigranti dell’inizio del ‘900, il panettone è diventato una passione nazionale che non segue le stagioni: lo mangiano tutti e non solo durante le festività. La tradizione e il gusto si sono radicati a tal punto che oggi i peruviani spesso sono convinti che il panetón sia una dolce peruviano. Ovviamente negli anni le usanze e le ricette si sono adattate al gusto locale e oggi oltre al panettone tradizionale è possibile trovare varianti ripiene di creme, ai frutti esotici e addirittura ai funghi canditi che arrivano dalle piccole comunità andine. Qui il panettone si usa per festeggiare compleanni, onomastici, l’arrivo dell’estate, perfino la Pasqua e spesso si usa mangiarlo con un dulce de leche ai fagioli.