Renato Rizzardi. I suoi menu legati al territorio meritano un premio.

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Non c’era bisogno di conferme. Il modo di fare cucina di Renato Rizzardi, chef e patron insieme a Sergio Olivetti della Locanda di Piero di Montecchio Precalcino, è da sempre legato al territorio e nel territorio trova fonte continua di ispirazione e forza creativa per realizzare piatti che riescono a sublimare in modo armonioso ed equilibrato ogni profumo e ogni sapore della terra di origine. Il premio conferito a Renato Rizzardi dalla Guida “Venezie a Tavola”, diretta da Luigi Costa, per la miglior cucina che onora il Territorio delle Venezie rappresenta una sorta di suggello ad un lavoro di intelligenza e di abilità che arriva da molto lontano. Un’attenzione per la propria regione e anche per il proprio ruolo di ambasciatore delle ricchezze che la rendono così unica e particolare, si esprime, come detto, proprio nei menu che la Locanda di Piero propone stagionalmente. L’ultimo in ordine di tempo, dedicato all’autunno, Rizzardi lo offre ai suoi ospiti iniziando con un souvenir delle Lofoten, dove il merluzzo diventa baccalà e si trasforma in pralina croccante, in un perfetto connubio di sapori fra il mare delle alghe e la terraferma della batata, coronato da prosciutto di pollastra affumicato e da chutney di mango e sorbetto al tè matcha, per racchiudere in una nota esotica l’idea della lontananza e del viaggio. La territorialità e ancor più, la campagna, entrano poi imperiose nella incredibile crème caramel di foie gras, abbinata a mostarda di pere e un biscotto di frolla al sale di Maldon. Mentre il mare e il suo profumo si svelano successivamente nel ripieno dei tortelli con rana pescatrice, bagnati da una bisque di tre tipi di gamberi e ravvivati cromaticamente da cimette di broccolo romano. La delicatezza del porro, fattosi fonduta, poi nel risotto scioglie la provola che si fa docile e dolce nella mantecatura per accogliere delle inusuali e quanto mai originali animelle al pepe di Sichuan. Poi la stagionalità autunnale viene rimarcata in modo perentorio e deciso dal piatto di cacciagione: tagliata di cervo marinata al ginepro, dove il profumo della montagna si unisce con la trasversalità della salsa alla massa di cacao, accompagnata da freschezze dell’orto di casa, come la gelatina all’uva fragola e la sfogliata di zucca. Al momento del dessert, la freschezza di una Sangria trasforma il sorbetto di frutta fresca al gelé di fragola in una pausa deliziosamente attesa. Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, ecco poi la rivisitazione di un classico della cucina della Locanda, destrutturata a trasformata in una stupenda variazione della torta sabbiosa con crema al Mascarpone. Tocco finale, la spuma al caffè Borghetti, un ricordo un po’ vintage, che richiama la tradizione.

I ristoranti vicentini sugli scudi

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La compagine dei ristoranti vicentini meritevoli di premi e menzioni da parte di pubblico e critica enogastronomica è davvero nutrita. In questo periodo, infatti, molte sono le guide che citano fra i migliori i locali vicentini. Iniziamo dalla Guida “Venezie a Tavola” diretta da Luigi Costa, presentata in questi giorni e che ha assegnato al Casin del Gamba di Altissimo di Antonio Dal Lago il riconoscimento di ristorante dell’anno. Per la ricerca e l’innovazione, il premio è andato invece ad Alessandro Dal Degan de La Tana Gourmet di Asiago e l’attenzione per il territorio ha ricompensato Renato Rizzardi della Locanda di Piero di Montecchio Precalcino. Infine, il miglior maitre dell’anno rimane anch’esso nel vicentino, e precisamente alla Stube Gourmet di Asiago ed è Jgor Tessari. La Guida ai Ristoranti de L’Espresso e quella del Gambero Rosso, la prima coordinata da Enzo Vizzari e la seconda da Laura Mantovano hanno riconosciuto alla terra vicentina un valore e una perizia non comune in campo enogastronomico. Per il Gambero Rosso, infatti, i migliori ristoranti sono La Peca dei fratelli Portinari di Lonigo e Spinechile Resort di Schio di Corrado Fasolato. A pari merito si distinguono altri giovani chef locali: Giuliano Baldessari di Aqua Crua di Barbarano e Alessandro Dal Degan con la Tana di Asiago. Anche qui Antonio Dal Lago e il suo Casin del Gamba figurano in posizione d’onore al terzo posto.  New entry il ristorante Dimitri –La Legnaia di Dimitri Mattiello che già era stato segnalato con miglior ristorante emergente di Alpe Adria dalla Guida Magnar Ben Best Gourmet. La Guida dell’Espresso, invece, ha assegnato 3 cappelli a El Coq di Lorenzo Cogo, equiparandolo a La Peca, Tana e Aqua Crua. Sempre in questo periodo è stata presentata anche la Guida Ristoranti che Passione di Riccardo Penzo che ha catalogato come miglior ristorante La Pergola di Sarcedo, mentre le Vescovane di Davide Pauletto a Longare è stato riconosciuto come locale più votato in assoluto.

Fiorital Padova: il mare aperto è arrivato in città

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A Padova, in zona Fiera, si trova il primo risto-store di Fiorital, il più grande importatore ittico d’Europa che sceglie il pesce migliore da oltre 60 paesi con la garanzia di massima qualità grazie ai rigidi controlli che opera direttamente in tutta la filiera.
All’ingresso, vi accoglie un laboratorio high-tech alla James Bond dove si può vedere la “Macchina del Tempo”, una delle più avanzate tecnologie al mondo del freddo estremo, che, grazie all’utilizzo dell’azoto liquido, un gas naturale, mantiene intatte le caratteristiche nutrizionali e il sapore del pesce.

Vignaioli Contrà Soarda

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A pochi chilometri dal centro di Bassano, ecco Contrà Soarda (che significa “sul pendio”) che si presenta come un’oasi enogastronomica. La natura delle colline circostanti fa da scenario ad un panorama unico, dove l’opera dell’uomo ha saputo agire in modo sapiente e calibrato.